Comunicato congiunto Associazione Italiana Comuni dei Parchi - Federparchi
Più partecipazione, più diritti: un forte appello al ministero dell’Ambiente e al Parlamento per le comunità che vivono nelle aree protette del nostro Paese L’Associazione Italiana Comuni dei Parchi, riunita nell’assemblea nazionale di Roma del 17 dicembre 2004, e Federparchi: - denunciano la mancata convocazione, a 9 mesi dalla sua istituzione, con decreto del ministero dell’Ambiente del 29 marzo 2004, del “Tavolo di confronto e raccordo tecnico e politico per le aree protette”;
- sollecitano la convocazione da parte del ministro dell’Ambiente, on. Altero Matteoli, del suddetto Tavolo, al fine di garantire gli indispensabili momenti di partecipazione e democrazia nella definizione e gestione di decisioni delicate e difficili per le aree protette del nostro Paese;
- stigmatizzano, in questo contesto, il ricorso reiterato e prolungato nel tempo al commissariamento di diversi Enti di gestione dei Parchi nazionali, con provvedimenti che rappresentano, di fatto, una non giustificata ingerenza nei processi di partecipazione e di gestione democratica che caratterizzano gli Enti stessi;
- chiedono al ministro dell’Ambiente di garantire la presenza, nel Comitato previsto dalla legge delega in materia ambientale, di esperti indicati da Federparchi e dall’Associazione Italiana Comuni dei Parchi, così da garantire un effettivo contributo di competenze e di esperienze concrete maturate nella gestione delle aree protette;
- denunciano il sostanziale affossamento della legge Realacci-Bocchino sulle misure di sostegno dei piccoli comuni italiani, autentici tesori culturali, ambientali e storici del nostro Paese (come più volte sottolineato dal Presidente della Repubblica), che rischiano l’estinzione a causa di crescenti fenomeni di spopolamento e degrado;
- sollecitano tutte le forze politiche presenti in Parlamento affinché il disegno di legge Realacci-Bocchino venga restituito alla sua originaria efficacia e approvato il più rapidamente possibile, con una particolare attenzione per quanto riguarda gli aspetti legati ai servizi per la tutela della salute e alla promozione di adeguate politiche sociali;
- chiedono, infine, al Governo e alle Regioni, per quanto di loro competenza, la piena ed effettiva applicazione di quanto previsto dall’art. 7 della legge 394 del 1991, finora sostanzialmente disatteso, che prevede la priorità nella concessione di finanziamenti per i comuni e le province (il cui territorio è compreso, in tutto o in parte, entro i confini di un parco nazionale o di un parco naturale regionale) per quanto riguarda “interventi, impianti ed opere previsti nel piano per il parco” (dal restauro dei centri storici al risanamento dell'acqua, dell'aria e del suolo; dalle opere di conservazione e di restauro ambientale del territorio fino alla promozione delle energie rinnovabili); lo stesso ordine di priorità è attribuito, per legge, anche “ai privati, singoli o associati, che intendano realizzare iniziative produttive o di servizio compatibili con le finalità istitutive del parco nazionale o naturale regionale”.
(Notizia del 27 Novembre 2004)
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